Jacopo Giusto “Tajapiera”

– Capitello bizantino interpretato in marmo greco –
E’ il titolo dell’opera esposta al Padiglione Venezia
57° Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

La materia che si trasforma, che prende vita e splendore. La Venezia che, attraverso il Marmo e la Pietra, dichiara di nascere Bizantina. Lo stesso Marmo e la stessa Pietra che conservano ancor oggi l’evidente impronta lasciata ai posteri, attraverso la lavorazione della sua materia, la spettacolarità della “perpetua apoteosi lapidea”. La Trasformazione della Materia che resiste come “Unica” nei tempi.

Da un elemento lapideo “dismesso” e destinato alla discarica, Jacopo Giusto raccoglie l’occasione per trarne il significato da offrire al Tema dell’esposizione del padiglione Venezia: il LUSSO.
Recupera un elemento povero, all’apparenza inutile e insignificante al punto da essere “buttato” e Jacopo dimostra come grazie alla genialità e capacità delle mani dell’Artigiano, possa riprendere vita trasformandolo in “Opera d’Arte”, in “Lusso”.
Mantiene volutamente inalterata la superficie sovrastante a testimonianza e lettura della precedente umile fruizione e funzione. Ne intaglia il resto e ne ridona Vita, splendore e Continuità. Mette in uso tecniche di lavorazione originarie bizantine, interpretando il risultato cercato, voluto e ottenuto. Rispecchia Venezia, la leggerezza e la grazia della sua pesantezza “merlettata”. Firma l’orgogliosa appartenenza con il grande simbolo che la rappresenta collocando nell’intreccio decorato la “moeca” del Santo Patrono alato Marco. E’ la materia che si trasforma, riprende Vita e non muore mai, è la Venezia che continua producendo l’eccellenza.

Jacopo Giusto

Jacopo, è oggi il più giovane “Tajapiera” Veneziano in attività. Nato a Venezia il 4 febbraio del 1992, è discendente di una nota famiglia di Tajapiera Veneziana che a tutt’oggi vanta ben tre generazioni ancora in vita e in attività, il novantenne nonno Ennio, il padre Giovanni e appunto il venticinquenne Jacopo, al momento ultimo discendente. Immerso da sempre nell’orgoglio di famiglia, cresce a “pane e pietra d’Istria” Fin da bambino viene catturato dalla “magia” della Bottega, dove la pietra entra informe, si trasforma ed esce… opera d’arte. Pur con la fantasia di bambino, individua la Bottega di Famiglia, come la “Fabbrica” che ha prodotto e ha edificato Venezia, la sua città, quella Venezia che tutto il mondo tanto ammira e invidia, la città delle pietre bianche decorate. Da subito, il suo sogno e desiderio è farne parte e come da sempre ha fatto la sua famiglia, poterne anche lui contribuire. Appassionato della ultramillenaria storia della propria città, individua la storia dell’arte come strumento di lettura della sua evoluzione.
Dal nonno e dal padre, apprende le “segrete” tecniche originarie della lavorazione, le stesse da sempre e gelosamente tramandate in famiglia da padre in figlio, quelle antiche tecniche che contraddistinguono nel mondo l’arte del Tajapiera veneziano. Completa gli studi artistici e si diploma, alternando la scuola con il lavoro della bottega, acquisendo precocemente abilità e capacità non solo nella lavorazione lapidea ornamentale, ma anche della sua conservazione e del suo restauro Oggi, anche se a soli 25 anni, Jacopo è un affermato Tajapiera Restauratore. E’ l’Orgoglio dell’antica Famiglia dei Giusto che grazie a lui, trova la “Continuità”, quella stessa continuità di cui Venezia ha disperatamente bisogno, la continuità della Storia, la continuità di una Venezia che ancora esalta e produce, la continuità dei grandi Tajapiera Veneziani.

Jacopo Giusto Tajapiera
Tecnico del Restauro – Geometra Venezia


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